Aprire un franchising negli Stati Uniti: caratteristiche e spunti legali
Aprire un franchising negli Stati Uniti è una forma di investimento consolidata per le imprese retail italiane. Questa formula commerciale è altamente regolamentata, per questo è opportuno conoscere le principali caratteristiche. Scopriamole insieme.
Il franchising è in costante sviluppo negli Stati Uniti d’America. La pipeline per il 2018 stima infatti un fatturato di 757 miliardi di dollari in crescita del 6,2% e 759 mila aperture in aumento dell’1,9% rispetto al 2017 (dati IFA – International Franchisee Association). Questa formula commerciale rappresenta quindi una forma di investimento di forte attrazione per le imprese retail italiane. Tuttavia è bene conoscerne le principali caratteristiche.
Franchising in USA: le principali caratteristiche
Negli Stati Uniti non esiste una definizione precisa di franchising dovuta anche a causa delle differenze presenti tra i singoli stati. In generale possiamo stabilire che gli elementi distintivi di questa formula commerciale sono:
- la vendita di beni o servizi con utilizzo del marchio del franchisor;
- il pagamento da parte del franchisee di una fee superiore a 500$ (entry fee, royalties, advertising fee);
- controllo del franchisor sull’attività del franchisee;
- community of interest, ovvero la comunanza degli interessi tra franchisor e franchisee.
Quando si vuole avviare un’attività negli Stati Uniti è sempre bene distinguere il contratto di franchising da altri contratti simili, come per esempio quello di distribution o di licensing. Valutare se un determinato tipo di rapporto possa essere qualificato come franchising richiede una precisa e attenta analisi preliminare sulla base degli elementi concreti della formula commerciale.
I metodi per fare franchising negli Stati Uniti
Un’impresa italiana può fare franchising negli USA seguendo due modalità:
- direct franchising: con il proprio coinvolgimento diretto;
- master franchising: attraverso l’intervento di un soggetto terzo.
La scelta tra le due modalità deve essere valutata sulla base delle caratteristiche di mercato dello stato prescelto e della tipologia di rete che si vuole sviluppare.
Il direct franchising può avvenire con diversi strumenti:
- Direct Unit Franchising: il franchisor italiano instaura rapporti contrattuali diretti con i franchisee in USA anche attraverso una joint venture con una società locale;
- Area Development (o Multi-unit franchising): il franchisor italiano incarica un franchisee negli Stati Uniti di aprire nuovi punti vendita secondo un determinato piano;
- Area Representative: il franchisor italiano incarica un soggetto con sede in USA per lo svolgimento di determinati compiti nello sviluppo della rete (dal recruiting alla selezione dei franchisee passando per la negoziazione, la scelta della location del punto vendita, l’assistenza in fase di start up e così via).
Nonostante non sia obbligatorio che l’impresa franchisor italiana abbia una propria sede negli Stati Uniti, è necessario costituire una società controllata nello stato prescelto (la cosiddetta subsidiary) per poter redigere i bilanci in conformità ai principi GAAP (Generally Accepted Accounting Principles).
Nel master franchising, il franchisor italiano incarica il Master Franchisee per la stipula dei contratti di sub-franchising in esclusiva in una determinata area, intrattenendo rapporti diretti con il sub-franchisee e secondo un determinato development schedule.
Studio di fattibilità: cosa considerare
L’impresa italiana interessata ai processi di internazionalizzazione negli Stati Uniti deve analizzare preventivamente tutti i diversi fattori rilevanti attraverso un opportuno studio di fattibilità. La creazione di una rete in franchising presenta infatti caratteristiche e sfide più complesse rispetto altri paesi europei.
Nello studio preliminare di fattibilità è opportuno considerare i seguenti aspetti:
- caratteristiche di mercato, culturali e linguistiche dello stato target;
- adattamento del franchising concept sulla base delle differenze geografiche, economiche e culturali;
- normativa federale dello stato target sia sul franchising che, più in generale, sul lavoro;
- aspetti fiscali;
- aspetti finanziari, di marketing, contrattuali e societari.
Lo studio di fattibilità, condotto da consulenti con esperienza e conoscenza dello specifico stato USA, consente di evitare i rischi collegati alla complessità del progetto di espansione della rete negli Stati Uniti.
Articolo in collaborazione con Studio Legale Pandolfini


