CAMERA: SINTESI AUDIZIONI Comitato "Domenica no grazie" e Comitato anti liberalizzazioni selvagge su Ddl orari esercizi commerciali

Si sono svolte in data 10 ottobre 2018, presso la Commissione Attività produttive, le audizioni del Comitato “Domenica no grazie” e del Comitato anti liberalizzazioni selvagge (Cals), nell’ambito dell’esame dei Ddl recanti “Modifiche all'articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, in materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali (C.1, C.457, C.470, C.526, C.587, C.860).

 

Analisi

Di seguito i principali temi affrontati nel corso delle audizioni.

Comitato “Domenica no grazie” (Tiziana D’Andrea e Don Enrico Torta)

  • Tiziana D’Andrea ha inizialmente ricordato che il Comitato è nato spontaneamente in rete, e la sua attività è seguita da più di 30.000 persone (tra i quali titolari, dipendenti e anche parte della GDO).
  • Commentando la situazione attuale, ha affermato che da 7 anni si assiste ad una visione distorta di questo settore. Le aperture domenicali selvagge hanno bruciato posti di lavoro e abbassato la qualità della vita delle famiglie. È emerso un grande squilibrio tra grande distribuzione e piccoli esercenti, con grandi rischi di perdita sociale ed identitaria.
  • Tra le richieste da inserire nella riforma, il Comitato ritiene si debbano innanzitutto identificare i veri luoghi turistici: il carattere turistico di un Comune infatti non deve essere determinato dalla presenza delle cosiddette cattedrali di cemento, come outlet e centri commerciali. Per quanto riguarda le competenze, si chiede una legge delle nazionale, e che venga assegnata la delega alle regioni per le funzioni di verifica e di controllo. Si chiede inoltre di eliminare la parola “facoltà”, che si è trasformata invece in un obbligo.

 

CALS (Gisella Marchetti e Alessandra Tuppo)

  • Il CALS nasce a Modena nel 2012, anno in cui la situazione è sfuggita di mano: oggi, siamo imprigionati in un meccanismo che non ci consente di vivere la famiglia.
  • Il comitato ha poi ricordato che i negozi in importanti città turistiche europee rispettano le chiusure domenicali, nel rispetto delle famiglie e dei lavoratori. Il commercio è da sempre un settore prettamente femminile: la maggioranza sono madri e mogli, che dal 2012 non riescono a gestire la vita familiare e quella sociale, solo per offrire un servizio che non è necessario.
  • Le aziende non dimostrano molta sensibilità sul tema: il famigerato turno di riposo a volte salta e si lavora anche 12 giorni consecutivi. Con la complicità di sindacati sordi e ciechi, si sono visti decurtati molti diritti. Ad esempio, le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo si sono ridotte del 70%, i primi 3 giorni di malattia non sono retribuiti. Si assiste giorno per giorno alla nascita di una nuova schiavitù moderna, i “somministrati”.

Q&A

  • De Toma (M5s) – Ha rilevato come quella di oggi sia un’audizione non tecnica, ma di pancia. Ha quindi ricordato che la Commissione deve considerare sì i bisogni delle famiglie, ma anche le esigenze delle attività produttive, l’economia, ciò che permette di tenere le aziende aperte. Ha quindi chiesto cosa si intende per grande distribuzione “sana”, come viene definita dai comitati.
    - Comitato “Domenica no grazie”: secondo Tiziana D’Andrea esistono due categorie di GDO: quella legata al territorio, che conosce il cliente, investe e forma il personale, e invece quella che definisce “malata”, che considera il cliente, il dipendente e il fornitore solo come un numero. Ha quindi criticato la definizione dell’audizione come “di pancia”. È successivamente intervenuto Girolamo Carrer, membro del Comitato ed esponente della GDO (ha un’attività nel settore degli arredamenti), il quale ha affermato che la sua azienda ha deciso di non aderire alle aperture domenicali. Ha sottolineato che bisogna considerare in particolare l’ecommerce, che si sta prendendo una quota di mercato importante ed è considerato un mercato di convenienza. Gli operatori più importanti sono aziende che non hanno la residenza fiscale in Italia; bisogna perciò tenere presente questo aspetto.
  • Silvestri (M5s) – In qualità di addetta alle vendite, ha affermato di aver apprezzato molto l’audizione. Ha sottolineato poi che nessuno degli altri soggetti auditi ha risposto sul numero delle piccole imprese che hanno chiuso dal 2011 ad oggi. È vero però che, in questo settore, il giorno di riposo a volte può essere dopo 12 giorni.
  • Andreuzza (Lega): Ha affermato che si vorrebbe trovare il punto di equilibrio tra chi lavora e chi compra, per tenere aperto solo quando serve. C’è una questione che continua ad essere ripresa nelle audizioni: il tema delle città turistiche. C’è tuttavia un problema di definizione di questo concetto, che potrebbe estendersi fino a potenzialmente aggirare una possibile legge. Ha dunque chiesto ai comitati se abbiano fatto una riflessione su questo tema.
    - Comitato “Domenica no grazie”: è estremamente facile dare un regolamento per le città turistiche. Bisogna stabilire chi è la vera città d’arte o turistica. All’interno delle mura, gli esercizi di queste città possono stare sempre aperti. Più il negozio è di grande metratura e più ci si allontana dalle mura, più tieni chiuso.
  • Porchietto (Fi) – Si è concentrata sul tema della contrattualistica, riferendosi alla citata mancanza di rappresentanza sindacale. Ha poi ricordato che negli altri Paesi, magari esiste la norma, ma esistono molte deroghe che portano ad aggirarla. Ha quindi chiesto se non sia possibile immaginare di rivisitare la contrattualistica, in modo da prevedere deroghe che non vadano a penalizzare chi decide di non optare per il lavoro domenicale, oppure se ritengano che questo non si possa proprio fare.
  • Zardini (Pd) – Ha chiesto di poter avere una relazione scritta, che si concentri sui numeri, ed in particolare sull’occupazione.
  • Presidente Saltamartini (Lega) – Ha ricordato che la Commissione ha intenzione di ascoltare tutte le realtà coinvolte e che è chiaro come questo sia uno di quei temi su cui si legifera avendo ben chiaro qual è il tipo di società che si intende costruire.

 

Fonte

Link al video: https://webtv.camera.it/evento/13070

Confimprese contro le chiusure festive dei negozi. Ricevi il nostro aggiornamento settimanale sul tema

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