Camera: sintesi audizione Confcooperative su aperture festive esercizi commerciali

Executive summary

CAMERA – Si è svolta, presso la Commissione Attività produttive, l’audizione di Confcooperative nell’ambito dell’esame dei Ddl recanti Modifiche all'articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006, n.223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.248, in materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali (C.1, C.457, C.470, C.526, C.587).

 

Analisi

Il Presidente di Confcooperative, Roberto Savini, ha introdotto il suo intervento ricordando che negli ultimi anni le attitudini al consumo dei consumatori italiani sono fortemente cambiate e ha ricordato che è necessario confrontarsi sugli effetti derivanti dall’attuazione del Decreto Salva Italia del 2011, provvedimento che operò una forte liberalizzazione nel settore della distribuzione commerciale.

Il contesto del 2011 era caratterizzato da una forte espansione del commercio e dell’edilizia: i Comuni in quegli anni hanno convertito molte zone insalubri fuori dalle città in aree a vocazione commerciale. La diffusione dei grandi centri commerciali è esplosa a partire da quel momento, e questo ha creato non poche difficoltà alle piccole cooperative e ai negozi piccoli: si parla di una diminuzione dell’11% del numero degli esercizi commerciali nei piccoli paesi, come quelli pedemontani, e senza i quali i centri storici non hanno alcuna vocazione diversa al commercio. I servizi offerti dalle cooperative, sono servizi di interesse generale, che danno la possibilità al territorio di svilupparsi al di là dell’eventuale isolamento geografico.

La normativa che si vuole e che deve essere riformata, dovrà tener conto di tre principi fondamentali che informeranno la nuova disciplina:

  • uniformità territoriale. Se nello stesso territorio ci sono differenze tra i singoli Comuni, i problemi per il rispetto del principio di concorrenza saranno sostanziali;
  • equilibrio. È impossibile tornare al sistema precedente al 2011, ma il buon senso può aiutare ad evitare di riprendere la strada della chiusura totale ed impostare così un sistema normativo capace di giungere ad un equilibrio della disciplina;
  • equità. Gli interessi in gioco sono molti, e scopo delle nuove regole deve essere quello di contemperare le esigenze di tutti gli operatori coinvolti.

Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, sono state significative le modifiche che gli esercizi commerciali hanno dovuto introdurre a seguito della riforma del 2011. Secondo Confcooperative, queste norme hanno portato ad un aumento molto elevato dei costi, soprattutto per quello che riguarda la forza lavoro, che è retribuita maggiormente durante le festività. A tale innalzamento dei costi non sono corrisposti aumenti significativi dei fatturati, ovvero i costi si sono realizzati per così dire “a saldi invariati”.

Oltre a questo, la crisi economica e finanziaria ha colpito profondamente anche il sistema commerciale e produttivo italiano, in cui si è assistito da una parte ad un sentito crollo dei consumi, dall’altra a ristrutturazioni organizzative. Nel mondo del commercio è sopravvissuto solo chi si è adattato al nuovo approccio: in questo senso le vendite domenicali hanno rappresentato una svolta, nonostante i maggiori costi. Una regolamentazione nazionale, tuttavia, deve essere improntata ad offrire un sistema di regole unico per tutto il territorio nazionale e a considerare lo sviluppo anche dei piccoli come obiettivo.

Il Legislatore, ad esempio, dovrà mettere mano al fenomeno dell’e-commerce, che finora ha impattato sul sistema economico ma che non è stato disciplinato adeguatamente dal punto di vista giuridico e fiscale. Anche il commercio on-line dovrebbe rispettare la questione delle date e degli orari nelle quali si svolge l’impresa commerciale: in questo senso, una regolamentazione delle norme in materia di logistica appare imprescindibile.

La proposta al vaglio del Parlamento dovrà, da ultimo, rilanciare il settore nel suo complesso e soddisfare le esigenze di sviluppo del territorio attraverso l’evoluzione del settore distributivo e commerciale.

 

Q&A

  • Moretto (PD): le questioni dalle quali partire sono il ruolo sociale e territoriale del piccolo commercio e le tutele del lavoro. A tal proposito, la deputata ha chiesto qual è il tipo di approccio che assume Confcooperative sull’argomento. Sul tema relativo alle proposte di legge, ha chiesto come viene valutata l’idea di prevedere la chiusura degli esercizi nel caso delle 12 festività nazionali.
  • Il numero di chiusure intorno a 12 festività potrebbe essere molto equo. Riguardo alla regolamentazione del lavoro, l’opinione di Confcooperative è contraria al sistema della turnazione: l’idea di tornare alla chiusura totale è ormai anacronistica, ma la turnazione provoca problemi di gestione sul territorio a causa del numero elevato dei Comuni.

 

Fonte

Link alla diretta video: https://webtv.camera.it/evento/13182