Camera: sintesi audizione Ancd-Conad su orari apertura esercizi commerciali

CAMERA – Si è svolta in data 9 ottobre 2018, presso la Commissione Attività Produttive, l’audizione di rappresentanti di Ancd-Conad, nell'ambito dell'esame dei disegni di legge concernenti disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali (C. 1, C. 457, C. 470, C. 526, C. 587, C. 860)..

Analisi
Di seguito i temi affrontati durante l’audizione:
• Struttura dell’azienda e dati. È stato ricordato che Ancd-Conad è composta da una pluralità di imprenditori che gestiscono autonomamente il singolo punto vendita. È stato inoltre sottolineato che degli oltre tremila punti vendita di Conad il 56% non è mai aperto la domenica, il 26% è aperto solo nel corso della mattina di domenica e unicamente il 16% durante tutta la giornata. Le vendite effettuate nella giornata di domenica rappresentano l’11,2% delle vendite settimanali, un dato in linea con la media degli altri esercizi.
• Vendite di impulso. È stata evidenziata l’importanza delle vendite di impulso, che rappresentano una parte importante delle vendite domenicali. Questa tipologia risentirebbe fortemente di una chiusura, dal momento che non sarebbe redistribuita durante la settimana.
• Impatto sul lavoro. È stato sottolineato che chiudere la domenica comporterebbe per i punti vendita la perdita di numerose ore di lavoro, e, conseguentemente, esuberi. La struttura di Conad, infatti, non permette il ricollocamento delle risorse tra punti vendita, essendo ciascuno di questi indipendente dagli altri dal punto di vista della proprietà.
• E-commerce. I rappresentanti di Conad hanno osservato che le chiusure favorirebbero in modo deciso l’e-commerce.
• Discriminazioni. La differenziazione tra lavoratori al dettaglio e lavoratori impiegati in esercizi di somministrazione è stata considerata discriminante.
• Cambiamento strutturale abitudini. È stato rilevato che negli ultimi anni è avvenuto un cambiamento strutturale delle abitudini di spesa, che sarebbero stravolte da questo intervento normativo.
• Deroghe città turistiche. È stato espresso un orientamento negativo nei confronti delle deroghe alle città turistiche, in quanto porterebbero una maggiore e più diffusa incertezza, oltre a comportare rischi per l’alterazione della concorrenza a causa di una normazione non omogenea e differenziata.
• Turnazione al 25%. La proposta della turnazione al 25% è stata definita “irricevibile”, dal momento che non sussiste – secondo i rappresentanti di Ancd-Conad – il principio della sostenibilità tra esercizi commerciali, considerando il rapporto fiduciario con il consumatore.

Q&A
Interventi dei Deputati
• On. Rizzone (M5S) – Ha chiesto come si applica a Conad la valutazione fatta riguardo alle vendite di impulso. Inoltre, ha osservato che, redistribuendosi le vendite su sei giorni di apertura, dovrebbe redistribuirsi di conseguenza anche il monte delle ore lavorate, non provocando quindi riduzioni nel volume dell’impiego.
• On. Silvestri (M5S) – Ha chiesto se, e nel caso come, Conad indirizzi i punti di vendita in relazione agli orari di apertura. Ha inoltre chiesto quale sia la localizzazione del 16% di punti vendita aperti per l’intera giornata domenicale.
• On. Zucconi (Fdi) – Ha sottolineato il tema della discriminazione dei lavoratori.
• On. Bersani (Leu) – Ha invitato i rappresentanti di Ancd-Conad a rivalutare l’irricevibilità dichiarata in merito alla proposta della turnazione. Personalmente si è detto contrario a tale misura, ma, considerando che dovrà essere trovato un punto di incontro, suggerisce di non sottovalutare tale opzione. Ha rilevato inoltre che la mobilità nel consumo è un processo che favorisce la concorrenza, e quindi, pur rispettando la fidelizzazione, la turnazione potrebbe essere l’occasione per i consumatori per fare una nuova esperienza di acquisto.
• On. Zardini (PD) – Ha chiesto quale sia il legame tra il numero di occupati e il fatturato e il numero di occupati e il volume di ore di apertura.

Risposte dei rappresentanti di Ancd-Conad
• Vendite a impulso. È stato convenuto che il settore food è meno soggetto alle vendite a impulso, ma è stato ricordato il fattore ricoperto in tal senso dai bambini.
• Re-impiego. Non è stato escluso che ci possa essere una minima parte di redistribuzione settimanale delle ore di lavoro domenicali, ma è stata considerata un’ipotesi completamente da escludere un totale re-impiego.
• Indirizzi sugli orari. È stato ribadito che i singoli punti vendita regolano in totale autonomia i propri orari di apertura, senza indicazioni da parte della struttura centrale.
• Localizzazione. È stato evidenziato che sono aperti i punti vendita laddove c’è richiesta di mercato, in relazione alle esigenze dei singoli territori.
• Turnazione al 25%. È stato ribadito che, a causa di una serie di fattori quali i prodotti a marchio, le carte di fidelizzazione, le carte di pagamento e le diverse tipologie di assortimento dei prodotti, non è indifferente per un consumatore cambiare esercizio commerciale.

Fonte
Link al video dell’audizione.
Memoria depositata non ancora disponibile.

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