Camera: sintesi audizione Confimprese 26/09/2018 su Ddl disciplina orari esercizi commerciali

Si è svolta in data 26 settembre, presso la Commissione Attività produttive, l’audizione di Confimprese (video) nell’ambito dell’esame dei Ddl recanti Modifiche all'articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, in materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali (C.1, C.457, C.470, C.526, C.587).

Di seguito i principali temi affrontati nel corso dell’audizione.

CONFIMPRESE

  • Contesto associativo – Sono più di 35 mila i punti vendita aderenti all’associazione, di cui la maggior parte legati alle grandi catene retail e in misura minore alle attività di franchising. Confimprese rappresenta ad oggi 650 mila addetti per un giro di affari pari al 10% del fatturato commerciale italiano.
  • Posizionamento sulla riforma – Completa contrarietà alla modifica della liberalizzazione del 2012 che, in caso di approvazione di obblighi di chiusura per tutte le domeniche, inciderebbe negativamente con un calo del 12% del fatturato commerciale.
  • Criticità della riforma – Le chiusure colpirebbero il secondo giorno della settimana in termini di fatturato, il primo in diverse regioni del Sud. Tali perdite sarebbero solo in parte redistribuite sugli altri giorni della settimana, mentre una significativa fetta di utenti si riverserebbe nell’e-commerce, una dinamica che non attenuerebbe il contraccolpo occupazionale. Viene avvertito anche un pericolo di sicurezza legato alla desertificazione delle vie durante le domeniche, nonché un rischio di distrarre dal mercato italiano potenziali investitori. Infine si specifica come le abitudini dei consumatori, soliti fare acquisiti la domenica, spingono questi ultimi a osteggiare la riforma.
  • Effetti sull’occupazione – Il danno sarebbe particolarmente evidente per quei punti vendita che, complice la stagnazione dei consumi, non riescono a garantire performance sempre positive. Si rischierebbero in molti casi chiusure da cui deriverebbero licenziamenti anche maggiori.
  • Tavolo di negoziato – è stata chiesto esplicitamente chiesta l’apertura di un tavolo tecnico tra tutte le parti coinvolte. Quale che fosse il risultato di tale tavolo è stato chiesto altresì che la soluzione normativa da adottare sia attuata con gradualità.
  • Centri commerciali – è stato precisato che i centri commerciali vanno intesi come contenitori in cui sono presenti tanti commercianti e operatori di vendite che sarebbero danneggiati dalla riforma.

Q&A

  • On. Moretto (PD) – Ha chiesto quanti sono gli aderenti all’associazione che operano dentro i centri commerciali.
  • On. Rizzone (M5S) – ha domandato se esistessero dei dati a conferma dei problemi sulla sicurezza delle vie citati in audizione.
  • On. Dara (Lega) – ha chiesto se gli aderenti all’associazione avessero avuto fatturati più alti grazie alle aperture commerciali e se ritenessero opportuno che i negozi restino aperti 24 ore al giorno per tutta la settimana.
  • On. Benamati (PD) – ha evidenziato come nelle memorie depositate si immaginino licenziamenti per 150 mila unità e chiesto se tale numero include i solo licenziamenti per la chiusura domenicale o anche le valutazioni speculative sulle possibili chiusure di intere aziende.
    • Del totale dei punti vendita circa il 20 per cento sono in centri urbani, il resto in strutture di grande distribuzione. Sulla sicurezza non abbiamo dati, è un’impressione, non parliamo dei centri commerciali, parliamo delle vie nelle strade. Si dà anche spazio all’illegalità, agli ambulanti. Gli associati sono favorevoli alle aperture domenicali.

Fonte

Link al video: https://webtv.camera.it/evento/12965

Confimprese contro le chiusure festive dei negozi. Ricevi il nostro aggiornamento settimanale sul tema

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